William Miller constatò che gli eventi predetti dai profeti si erano adempiuti con precisione:
i 400 anni di permanenza dei discendenti di Abramo,
i 40 anni trascorsi da Israele nel deserto,
i 70 della sua schiavitù e le
70 settimane di Daniele assegnate a Israele
(Ge 15:13; Nu 14:34; Gr 25:11; Da 9:24).
Leggere Marco 1:15; Galati 4:4; Romani 5:6. Cosa scopriamo circa la tempistica di Dio per il primo avvento?
Mentre Miller studiava la Scrittura, arrivò alla conclusione che se Dio aveva predisposto una tempistica in tutta la Bibbia, doveva esserci anche quella relativa al ritorno del nostro Signore.
Leggere Daniele 8:14. Cosa succede alla fine dei 2.300 giorni?
Miller accettò l’interpretazione popolare secondo cui la purificazione del santuario si riferiva a quella della terra per mezzo del fuoco. Studiò con estrema scrupolosità la Scrittura per capire un evento di così straordinaria importanza e scoprì il collegamento tra Daniele 8 e Daniele 9.
Al capitolo 8, all’angelo viene ordinato: «Gabriele, spiegagli la visione!» (v. 16). Verso la fine del medesimo capitolo, l’unica parte della visione ancora non svelata (v. 27) è quella relativa ai 2.300 giorni. L’angelo si ripresenta più tardi da Daniele e dichiara: «Daniele, io sono venuto perché tu possa comprendere» (9:22,23,25-27).
Lo doveva aiutare a comprendere i 2.300 giorni.
Lo sappiamo perché, dopo aver detto a Daniele «Fa’ dunque attenzione al messaggio e comprendi la visione» (9:23), le prime parole dell’angelo sono: «Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città» (v. 24). «Fissate» significa letteralmente «tagliate, rimosse». Settanta settimane, 490 anni, sono state tagliate. Ma da che cosa? Ovviamente dalla visione dei 2.300 giorni, l’unica parte non compresa da Daniele e che l’angelo era tornato a spiegare.
Dal momento che le 70 settimane iniziano con «l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme» (v. 25), Miller capì che se avesse individuato quella data sarebbe risalito all’inizio delle 70 settimane e della profezia dei 2.300 giorni.
Leggere Esdra 7:7-13.
Quando fu emanato il decreto che consentiva a Israele, schiavo in Persia, di poter ricostruire il suo tempio?
Il decreto fu emanato da Artaserse, re di Persia, nel 457 a.C., e fu l’ultimo di tre decreti che permisero ai Giudei di tornare a Gerusalemme e di ripristinare i servizi di adorazione nel tempio. Il terzo era il più completo e segna l’inizio della profezia dei 2.300 giorni.
Leggere Daniele 9:25,26. Quando sarebbe cominciato l’intero periodo profetico e quali sono i grandi eventi predetti da questi versetti?
In questa straordinaria profezia, Daniele predice che dal «momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme» fino all’apparizione del Messia sarebbero trascorse 69 settimane profetiche, ovvero 483 anni letterali. Dato che il decreto uscì nel 457 a.C., i 483 anni portano al 27 d.C. «Messia» significa «Unto». Nell’autunno del 27, Cristo fu battezzato e ricevette l’unzione dello Spirito (At 10:38). Dopo il suo battesimo si recò in Galilea «predicando il vangelo di Dio e dicendo: “il tempo è compiuto”» (Mr 1:14,15).
Nella primavera del 31 d.C., nel mezzo dell’ultima settimana profetica, tre anni e mezzo dopo il battesimo, Gesù fu crocifisso. Il sistema sacrificale che rimandava all’Agnello di Dio terminava con il sacrificio di Cristo sul Calvario. Il tipo aveva incontrato l’antitipo e alla fine tutti i sacrifici e le offerte del sistema cerimoniale cessarono.
Leggere Daniele 9:27. Come terminano le 70 settimane?
Le 70 settimane, o 490 anni, abbinate in maniera particolare ai Giudei, terminarono nel 34 d.C., con il rifiuto del messaggio del vangelo da parte del Sinedrio (At 6:8-7:60). Sottraendo 490 anni dai 2.300 della profezia ne restano 1.810 per il suo completamento e si arriva al 1844. William Miller e i primi avventisti credettero che il santuario di Daniele 8:14 fosse la terra e che Cristo sarebbe tornato a purificare la terra con il fuoco nel 1844.
Ecco un grafico relativo alle profezie delle 70 settimane e dei 2.300 giorni.

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