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Il seme era piccolo. Invisibile, quasi dimenticato sotto la terra.
Nessun rumore, nessun segno apparente. Ma qualcosa stava accadendo.
Senza clamore, la vita cominciava a muoversi nel buio.
Così raccontò Gesù: “La terra produce spontaneamente: prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.”
Cresce lentamente, ma in maniera costante.
All’inizio nasce lo stelo — fragile, sottile, esposto a tutto. Poi arriva la spiga, più stabile e visibile. E infine il frutto, pieno e maturo.
Ogni fase è una lotta necessaria, è un passaggio sacro.
È così che il Signore lavora nei cuori, ci plasma con pazienza e perseveranza... non tutto accade in un giorno.
C’è un tempo per mettere radici, uno per emergere alla luce, uno per rafforzarsi e resistere al vento, e uno — meraviglioso — in cui finalmente si porta frutto.
Anche quando sembra che nulla si muova, Dio non ha smesso di agire.
Ogni silenzio è pieno della Sua presenza. Ogni attesa è permeata di promesse.
Nelle prove della vita, quando ci pare che nulla abbia senso, che il dolore le preoccupazioni siano troppe da sopportare e sembra che nulla cambi, Dio è all'opera e ogni ferita sotto la Sua mano diventa seme. Ogni attesa una gestazione di gloria. Arriverà il momento in cui vedremo il frutto delle nostre speranze, la nostra aspettativa sarà pienamente soddisfatta e comprenderemo che in ogni momento del nostro cammino non siamo mai stati abbandonati, ma eravamo nelle braccia sapienti ed amorevoli del nostro Padre celeste!

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